All'insegnamento della pittura esercitata in cattedra Mario Guarino ha accostato da sempre il suo lavoro d'atelier, dalle parti di via Washington a Milano. Nel suo studio, in tanti anni di lavoro esemplato in mille mostre e rassegne, come appare dalle sue monografie, ha dato segnali di credibilità artistica fin dagli anni Sessanta del Novecento, ponendosi sulla breccia del panorama italiano dell'arte, senza mai rincorrere avanguardismi e trovate del momento pur d'apparire, e tralasciando anche quei gruppi che negli anni Settanta si tuffarono in quella grande mischia dell'informale solo perchè non sapevano dipingere una modella.
Ha se mai insistito sempre all'interno della grande linea figurale del secondo Novecento, che ha trovato sviluppi diversi, dal Realismo esistenziale alla Nuova Figurazione fino alle propaggini di un neo romanticismo contemporaneo capace di occasionare l'immagine, di argomentare un ritratto cogliendone sempre riflessi psicologici.
Tutta la pittura di Guarino, in grado di raccontare a colori temi cortesi, di esprimere segnali di bellezza al femminile attraverso ritratti di peso e maniera, di argomentare sogni carichi di simboli e di dare specchio alla natura e hai paesaggi d'Italia e del mondo visto che il nostro pittore ha prequentato gli ambienti di Parigi, New York, Zurigo, Madrid e altre importanti città ancora.
Una cultura pittorica assorbita nei tanti musei visitati e che hanno per lui significato spaccati colti che sono stati capaci di innaffiare gli apprendimenti all'accademia di Belle Arti di Brera.
Guarino rigoroso disegnatore ed eccellente colorista, è proprio il caso di dirlo che sia un pittore d'altri tempi, come oggi se ne vedono pochi in giro, visto che tra esterofilia dell'arte e arte trash, ormai la bellezza bisogna proprio cercarla col lumicino.

Prof. Carlo Franza